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Speciale: Videogiochi si o Videogiochi no?

Speciale: Videogiochi si o Videogiochi no?

Quest’oggi vorrei condividere con voi il pensiero di una nostra collaboratrice esterna di nome Fedra, questa persona non solo ha lavorato e lavora con i ragazzi di tutte le età, ma nel corso della sua carriera si è dovuta più volte interfacciare con bambini e ragazzi problematici.

Insieme abbiamo voluto sviluppare un articolo che più che un articolo è un pensiero messo su carta e poi riportato qui su nerd4gaming su cosa sono i videogiochi visti con gli occhi dei più piccoli.

Mi ha incuriosito il cambiamento avvenuto, nel giro di un anno circa, in un bambino problematico con il quale lavoro, è arrivato da me, straniero in una terra di cui non capiva nemmeno bene il significato di quello che gli dicessi, pieno di rabbia e frustazione. Era quasi impossibile comunicare con lui, fino a quando non sono riuscita a scoprire una sua passione ( tutti ne abbiamo una! basta cercarla nel proprio cuore): il mondo dei videogiochi.

Non ne possedeva, naturalmente, ma dopo un regalo fatto senza secondi fini ha cominciato a giocare mostrandomi un sorriso che mi ha colpito, qualcosa in lui mi aveva fatto capire che anche davanti ai muri più alti, se siamo capaci a guardare in alto in qualche modo riusciamo a vedere anche solo un pezzetto di cielo.

In poco tempo non solo si sentiva più a suo agio ma ha iniziato a imparare ad usare il cellulare, sopratutto con i videogiochi che trovava. Dopo mille difficoltà è riuscito nella conquista di padroneggiare egregiamente il mezzo con movimenti veloci e riflessi impensabili per la sua situazione, il tutto nella massima disinvoltura e nella totale “normalità”.

Io lo osservo, e non lo nascondo, con una certa preoccupazione perchè mi sembrava che quel mondo sostituisse nella sua mente quello reale. L’ho tenuto d’occhio mentre giocava e liberava finalmente la sua fantasia che, fino a quel momento era stata tenuta nascosta in quella gabbia come se fosse una cosa stupida e assolutamente inutile ( parole sue ), in questa sua libertà in un primo momento difficile da inquadrare, ha imparato a parlare ( perchè voleva coinvolgermi nelle sue emozioni) e sopratutto imparare a divertirsi e a non vergognarsi di questo.

Presa da questa confusione su quello che è giusto e quello che è sbagliato ho pensato di fare quello che in molti non fanno… ho chiesto…

Un giorno gli ho formulato una semplice domanda: Ma tu sai che quello che hai il videogioco è una fantasia?

Lui mi guarda, sorride e mi risponde: Si alcune cose sono fantastiche ma altre sono vere. Nel suo modo molto semplice è stato in grado di farmi capire che lui aveva capito che il gioco è fantasia e le emozioni no. Su questo concetto ci sarebbe da parlare per ore e ore ma non è questo il modo e il luogo, comunque una riflessione è d’obbligo.

Continua nella sua risposta con: Io divento, quando gioco, uno di loro e mi diverto, ma mi piace anche stare con gli altri amici, quelli di scuola a giocare a pallone o a nascondino…

Di rimando gli chiedo: Ma giocheresti sempre se ti fosse possibile?… lui scuote la testa e mi risponde: Ma sei matta!?!?!? devo vedere i miei amici, andare a scuola e venire da te a fare i compiti anche se non mi piacciono. Io mi diverto quando ci posso giocare un pò di tempo.

Saggio bambino! ha capito perfettamente come si devono usare i videogiochi e ha saputo trarre il meglio da questo mezzo, forse io pur avendo alle spalle tanti anni non avrei saputo esprimermi in semplicità con un concetto così difficile e controverso.

Adulti!, ho capito che spesso abbiamo noi paura perchè non osserviamo i nostri figli o per lo meno non lo facciamo per bene dedicando loro tempo. Dobbiamo essere capaci non a imporci ma a saperci spiegare e spiegare le cose ai nostri ragazzi affichè loro possano essere in grado di decidere un giorno da soli. Oggi può sembrare inutile ma domani sapranno capire da soli e questo ne vale lo sforzo, credetemi.

Il videogioco non deve diventare la Baby Sitter ( come un qualsiasi apparecchio elettronico ), non deve occupare l’intera giornata dei vostri bimbi e ragazzi, ma una piccola parte se loro lo desiderano si! fatelo lo sforzo perchè i nostri ragazzi vanno capiti e non comandati.

Controlliamo comunque sempre quello che giocano e quello che scelgono, il genitore è un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo.

 

A cura di Fedra con la collaborazione di Davide Ferrara.

About Author

Fondatore di Nerd4Gaming.it nasco videoludicamente parlando con la prima Playstation e il mitico Bugs Bunny Lost in Time. Da quel momento ho deciso che i videogiochi mi avrebbero dovuto accompagnare per tutta la mia vita.

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